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Perché si dice "San Giovanni non vuole inganni"?

Ai tempi delle Corporazioni i mercanti del cambio svolgevano due attività: il prestito e lo scambio. Il prestito era concesso con interessi precedentemente concordati, mentre l’attività di cambio consisteva nel cambiare le monete importate da altri stati con quella fiorentina, ovvero il fiorino, che era in oro puro 24 carati e del peso di 3,536 grammi. Per compiere correttamente questa operazione i mercanti erano soliti battere le monete sopra un tavolo di marmo per poterne sentire il suono pieno e valutarne così l’effettivo valore.
Non è un caso che questo tavolo prendesse proprio il nome di banco, da cui poi è derivata la parola banca, successivamente adottata nelle maggiori lingue del mondo. L’unica moneta che non veniva mai battuta sul banco era proprio il fiorino, in quanto ritenuta così solida e affidabile da non necessitare di alcun tipo di conferma. Su queste antiche monete era raffigurato da un lato il giglio, dall’altro il patrono cittadino. Per questo ormai da secoli, si dice che “San Giovanni non vuole inganni”.
 

Recto e verso del fiorino d'oro
  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”