Informativa e consenso per l'uso dei cookie

Il nostro sito salva piccoli pezzi di informazioni (cookie) sul dispositivo, al fine di fornire contenuti migliori e per scopi statistici. È possibile disattivare l'utilizzo di cookies modificando le impostazioni del tuo browser. Continuando la navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.

Accetto
Indietro

La Val d’Orcia e il mito di Ciparisso

Il cipresso è senza dubbio uno dei simboli indiscussi di tutta la Toscana e in particolare del paesaggio della Val d’Orcia. Trae origini in tempi antichissimi dai territori dell’Asia Minore e venne introdotto in Toscana dagli etruschi. 

Il nome deriva dal mito di Ciparisso, giovane amato dal dio Apollo, che la leggenda vuole si sia trasformato in un albero di cipresso a causa del troppo dolore per aver ucciso, accidentalmente, il suo cervo addomesticato durante una battuta di caccia.

Con il tempo il cipresso ha assunto un significato simbolico e non è raro trovarlo come ornamento nei cimiteri.

In Val d’Orcia però, il suo utilizzo è radicato nella tradizione secolare, sia come elemento frangivento a protezione delle coltivazioni, sia per segnalare strade, confini di proprietà, poderi, incroci e chiese. Ecco allora spiegata la sua presenza così diffusa in tutti i paesaggi toscani, tanto da esserne diventato elemento imprescindibile.

I cipressi della Val d'Orcia
Cipressi in Val d'Orcia
  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”