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Non solo a tavola: l'arte del gusto tra musei e giardini

Il tema enogastronomico da un punto di vista diverso: conoscere la storia attraverso l’esperienza della cucina, e flora e fauna toscani anche attraverso la loro rappresentazione. Usi e costumi in cucina, cibi, varietà di frutta, verdura e fauna in una chiave di lettura insolita: dalla natura morta, agli affreschi, alla botanica.

La splendida villa progettata dal Sangallo per Lorenzo il Magnifico, la Villa medicea di Poggio a Caiano , custodisce maestosa i segreti che celano le sue mura, quali la morte improvvisa di Francesco I e del suo grande amore Bianca Cappello, ma non solo: dal 2007 ospita il primo museo europeo dedicato alla natura morta. Circa 200 tele rinascimentali raffiguranti cacciagione, pesci, uccelli, frutti, fiori e utensili nel loro contesto naturale, oppure su tavole imbandite.
I dipinti erano un vanto della corte dei Medici, non solo grandi mecenati di talenti fiamminghi, olandesi ed italiani, ma innovatori del cambio del concetto di cibo. L’importanza della cucina quale luogo di eccellenza per le preparazioni di banchetti che suggellavano feste, incontri e accordi politici militari. Le tele ci mostrano tavoli di legno con fiaschi di vino, tegami di rame e cocci pieni di verdure, spezie colorate e tavole imbandite, trionfi di alloro e agrumi. La curiosità affascinante è che il pittore Bartolomeo Bimbi, nelle sue tele, mise in evidenza le “biodiversità”, le malattie e i parassiti delle stagioni, dipinte con una puntigliosa perfezione avvalendosi dei maggiori botanici dell’epoca.

Dipinto di Bartolomeo Bimbi raffigurante vassoi di pere
Bartolomeo Bimbi, "Pere", 1699. Museo della Natura Morta, Poggio a Caiano

Nel Palazzo Pubblico di Siena, grazie agli affreschi del Buono e Cattivo Governo, possiamo vedere rappresentata la campagna toscana con i suoi lavoranti, i contadini che seminano, arano e zappano durante il ciclo delle stagioni. Gli utensili per la raccolta e la mietitura del grano dipinti come una fotografia realistica moderna, a testimonianza del quotidiano abbondante che la campagna riusciva a trasmettere.

Ambrogio Lorenzetti, affresco dell'Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo, dettaglio
Ambrogio Lorenzetti, "Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo", 1338-39, dettaglio. Palazzo Pubblico, Siena

Gli agrumi, grande passione di casa Medici, così amati da Giovanni, figlio di Cosimo il Vecchio, furono coltivati nella bellissima Villa Medici a Fiesole . Francesco Redi a metà del 1600 si trovò a studiare un frutto anomalo nato nel giardino della Villa degli Agli a Firenze, in zona Novoli. La Villa, di proprietà di ricchi commercianti che avevano fatto fortuna proprio con i bulbi di aglio, aveva al suo interno un grande giardino che fu testimone dell’incontro ufficiale tra Cristina di Lorena, nipote prediletta di Caterina dei Medici, e Ferdinando I dei Medici. Lo strano agrume era composto da arancio amaro, cedro e limone, talmente bizzarro da essere chiamato bizzarria, con annessa titolazione della strada laterale alla Villa. Negli anni Ottanta l’agrume è stato recuperato dal botanico Galeotti, che lo ha inserito nel parco della Villa Medicea di Castello , dove fin dal 1500 si trova la più grande collezione di agrumi in vaso, nel Giardino di Boboli e nell’ Orto Botanico di Firenze.

Pianta e frutti di Citrus aurantium, detto "Bizzarria"
Citrus aurantium, "Bizzarria"
  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”