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Basilica di San Miniato al Monte

La chiesa di San Miniato si trova sul monte che sovrasta Firenze, un Monte Sacro per i fiorentini fin dall’antichità, sacro come lo è il Monte Ararat per il popolo armeno, perché la Basilica prende il nome proprio dal primo martire della città, quel Miniato principe e mercante armeno decapitato dall’imperatore Decio. 
La chiesa fu edificata nell’anno 1018 accogliendo i monaci dell’ordine Benedettino, a cui subentrarono i Cluniacensi ed infine, dal 1373, la congregazione Olivetana che ancora oggi si prodiga di conservare e condividere tutta la conoscenza che la splendida Basilica conserva.
La facciata è un capolavoro di antica geometria di marmo serpentino verde di Prato e marmo bianco, che mettono in evidenza tre parti. Al centro vi è una finestra incorniciata da due colonne, sorrette da teste di leone sormontate da un frontespizio con l'intarsio di un vaso tra due colombe. Sopra spicca il bellissimo mosaico di Cristo tra la Vergine e San Miniato. In alto svetta l’Aquila simbolo dell’Arte di Calimala, che devolveva i suoi benefici a San Miniato e al Battistero di San Giovanni , il quale ha la stessa bicromia dei marmi.

Appena si entra nella Basilica una scritta si erge al visitatore: “Retinent de tempore et morte”, “tutto questo che ti circonda annulla il potere del tempo e della morte”. Il pavimento intarsiato risale al 1207 e conserva l’antico zodiaco, che ha una disposizione anomala dei suoi segni: all’ingresso invece di avere l’ariete, simbolo di rinascita primaverile, si trova il capricorno, segno che coincide con il solstizio di inverno. Di conseguenza il segno rivolto verso l’abside è il segno del cancro, simbolo del solstizio d’estate. Lo zodiaco di San Miniato celebra dunque i solstizi: al solstizio d’estate un raggio di sole entra da una delle piccole finestre in alto della navata e va ad illuminare il segno del cancro. Un tempo i solstizi erano considerati le porte del cielo, le anime d’estate (Porta degli uomini) scendono sulla terra attraverso una scala illuminata da un raggio di sole, e al loro termine risalgono la scala nella luce del solstizio invernale (Porta degli dei).

La Basilica di San Miniato è dunque uno dei luoghi più simbolici dell’antica conoscenza, un luogo che come dice la scritta in latino “Haec est porta coeli”, incisa nel marmo del portale centrale della facciata, “è una porta del cielo”.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”