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Basilica di Santo Spirito

La bellissima basilica di Santo Spirito è uno dei luoghi spirituali più suggestivi di Firenze. Nella metà del XIII secolo Firenze ebbe un forte incremento di popolazione che interessò le zone dentro e fuori le mura. Con la costruzione del Ponte di Santa Trinita la zona denominata Oltrarno divenne parte integrante della città. Il Convento Agostiniano presente sul luogo divenne un importante istituto di studi teologici e filosofici, tanto da dover costruire una nuova piazza, la Piazza di Santo Spirito, per accogliere la folla che assisteva alle loro prediche. Il convento era frequentato da importanti studiosi dell’epoca, tra cui Roberto D’Angiò e Giovanni Boccaccio, il quale lasciò agli Agostiniani la propria biblioteca personale. Alla fine del 1300 il frate Luigi Marsili, amico di Petrarca e di Coluccio Salutati, formò una delle prime Accademie letterarie della città accogliendo Leonardo Bruno, Poggio Bracciolini, Giannozzo Manetti e altri frequentatori del Convento.

Intorno al 1434 la costruzione di una nuova basilica venne affidata a Filippo Brunelleschi il quale aveva già lavorato in Oltrarno a San Jacopo e a Santa Felicita. Il Brunelleschi, nel suo progetto originale, voleva che la facciata della chiesa e la piazza si affacciassero sul fiume Arno: ciò non fu possibile in quanto bisognava acquistare le proprietà adiacenti e non tutti furono disposti a vendere. Nel progetto del Brunelleschi i lati della Chiesa dovevano essere fiancheggiati da una loggia simile a quella dello Spedale degli Innocenti, ma il progetto non andò a buon fine. Nel 1446 il Brunelleschi morì e il cantiere della basilica passò sotto la direzione di Antonio Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi di Andrea. Nessuno di loro comprese fino in fondo il progetto del Brunelleschi, e furono apportate modifiche imponenti. Per il mantenimento del progetto originale si levarono voci autorevoli quali quella del matematico Paolo dal Pozzo Toscanelli e Giuliano da Sangallo, oltre a quella di Lorenzo il Magnifico.

Dopo la morte di Lorenzo, un Michelangelo diciassettenne abitò nel convento con la complicità del Priore e poté studiare l’anatomia dei cadaveri. Fu grazie a questa esperienza che Michelangelo divenne insuperabile nel raffigurare il corpo umano in tutti i suoi dettagli. Per ringraziare i frati agostiniani, Michelangelo lasciò il Crocifisso, opera che oggi si trova nella sagrestia. 
La chiesa al suo interno è molto simile alla basilica di San Lorenzo: imponenti colonne la dividono in tre navate e circondano l’altare principale. Il soffitto a cassettoni non faceva parte del progetto originale del Brunelleschi, che aveva pensato di lasciare il soffitto aperto per dare l’idea di congiunzione con il cielo. L’interno è molto semplice e custodisce opere d’arte di grandi artisti del Rinascimento. La basilica ha due chiostri, uno è il Chiostro Grande e l’altro è conosciuto con il nome di Chiostro dei morti, grazie alla grande quantità di lapidi funebri che ne affollano le pareti. 

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”