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Battistero di San Giovanni

La scelta di dedicare la città di Firenze a San Giovanni come patrono è datata intorno al VI-VII secolo. La certezza della scelta del San Giovanni l’abbiamo solo dal XIII secolo, da quando le cronache ci hanno tramandato racconti di feste che si tenevano sulla piazza del Duomo, intorno al Battistero verso il quale, il giorno di San Giovanni, i nobili fiorentini donavano dei ceri riccamente ornati da bruciare.
Il Battistero, tempio dedicato al Dio Marte in antichità, fu fondato tra il IV e il V secolo d.C. I primi racconti certi trovati per iscritto risalgono al marzo 897, descrivendolo come fonte battesimale e quale Cattedrale. Nel 1059 Papa Niccolò II lo consacrò Basilica, e nel 1128 divenne solo Battistero. Questa era anche l’antica sede per “l’investitura di cavalieri e poeti” come Dante ci ricorda nel canto XXV del Paradiso. 

Il Battistero è di forma ottagonale e cela misteri e racconti. Sopra tre degli spicchi della cupola è raffigurato in mosaico il Giudizio Universale, dominato dalla grande figura del Cristo: sotto i suoi piedi avviene la resurrezione dei morti, alla sua destra i giusti sono accolti in cielo dai patriarchi biblici, mentre alla sua sinistra si trova l’inferno con i suoi diavoli. Gli altri cinque spicchi sono suddivisi in altri quattro registri orizzontali, dove sono raffigurate a partire dall’alto: storie della Genesi, storie di Giuseppe, storie di Maria e di Cristo e storie di San Giovanni Battista. 
Una curiosità riguarda il grande monumento funebre che custodisce le spoglie di Papa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa (1370-1419) meglio conosciuto come l’antipapa, colui che fu accusato di essere un avvelenatore e aver venduto l’anima al diavolo. Protetto da Giovanni di Bicci de’ Medici e da Cosimo il Vecchio, fu deposto durante il Concilio di Costanza del 1415.

Uscendo dal Battistero i marmi bianchi e verdi, che svettano di bellezza dopo il restauro, sono intervallati da tre porte in bronzo ornate di formelle a bassorilievo. La Porta Sud fu realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336, la Porta Nord e la Porta Est, detta Porta del Paradiso, sono opera del Ghiberti e della sua bottega in epoca rinascimentale.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”