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Biblioteca Medicea Laurenziana

La Biblioteca Medicea Laurenziana nacque per custodire le collezioni librarie dei membri della famiglia Medici. Fortemente voluta da Papa Clemente VII de’ Medici, fu progettata da Michelangelo, che ne diresse i lavori negli anni 1520-1534. La biblioteca venne ultimata nel 1571 da Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati su incarico di Cosimo I de’ Medici, e aperta al pubblico quello stesso anno. Salendo la scalinata si accede ad un grande salone di lettura, rimasto quasi immutato nei secoli. La Biblioteca Laurenziana è uno dei rari luoghi al mondo dove è quasi tutto originale, dal soffitto in legno di tiglio intagliato, eseguito da Giovan Battista del Tasso su disegno originale di Michelangelo, alle vetrate decorate con gli stemmi medicei progettate da Giorgio Vasari. Il pavimento, calpestato dai più grandi illuminati, è in cotto rosso e bianco su disegno di Niccolò Tribolo, allievo del Buonarroti. I banchi di lettura, chiamati Plutei e disegnati da Michelangelo, sono disposti su due file parallele e hanno la doppia funzione di leggii e di custodia dei manoscritti. 

La Biblioteca Laurenziana può essere considerata una fiaccola dell’umanità. Tra gli inestimabili tesori qui conservati vanno annoverati i codici fondamentali per unicità e antichità contenenti le opere di Tacito, Plinio, Eschilo, Sofocle, e Quintiliano, il Virgilio corretto nel 494 da Turcio Rufio Aproniano Asterio, nonché il più antico testimone del Corpus Iuris di Giustiniano, copiato poco tempo dopo la sua promulgazione.
La Biblioteca custodisce anche il “Codice Fiorentino”, manoscritto dal titolo Historia universale de las cosas de Nueva Espana, scritto da Frate Bernardino de Sahagun, il primo frate missionario che giunse in Messico e raccolse le testimonianze indigene. Dodici volumi che trattano degli dei Aztechi, di astrologia e divinazione, nonché del quotidiano della società azteca raccontato dagli anziani dei luoghi. Il manoscritto fu regalato dal Re Filippo di Spagna al Granduca Francesco I, quale dono per il suo matrimonio con Bianca Cappello. Tra gli 11.000 manoscritti vanno ricordate le collezioni più importanti dei Papiri Egizi, dei papiri Greci e latini, i Dialoghi di Platone in carta bona, i manoscritti Orientali e i manoscritti Armeni. La Biblioteca non si avvale di importanza per il numero di libri presenti, ma per aver privilegiato da secoli l’antichità e la rarità dei testi.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”