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Camposanto monumentale

Il Campo Santo di Pisa: il solo camposanto che sia al Mondo, tutti gli altri son Cimiteri. (Curzio Malaparte)

Secondo una tradizione il nome del luogo Campo Santo deriverebbe dalla terra proveniente dal Monte Golgota, portata a Pisa dal vescovo Ubaldo dei Lanfranchi al ritorno dalle crociate. La terra conterrebbe alcune gocce di sangue cadute dal corpo di Gesù durante la crocifissione. La leggenda vuole che la speciale terra abbia il potere di decomporre in un solo giorno i corpi dei defunti.

Il progetto iniziale fu affidato all’architetto Giovanni di Simone, ma la costruzione subì molti ritardi dovuti anche alla sconfitta pisana nella Battaglia della Meloria , avvenuta nel 1284 tra la Repubblica di Genova e la Repubblica marinara di Pisa. Nel Trecento si mise nuovamente mano al progetto e nel 1360 si iniziò a decorare con affreschi le pareti, usando soggetti legati al tema della vita e della morte, della vita dei Santi e di Cristo. Gli affreschi raccontano la cosmogonia cristiana dell’epoca. Le pitture furono affidate ai migliori artisti del tempo: Buonamico Buffalmacco, Francesco Traini, Giovanni Scorcialupi, Stefano da Firenze, Andrea Bonaiuti, Antonio Veneziano, Spinello Aretino, Taddeo Gaddi, Piero di Puccio, Benozzo Gozzoli

Nel XVI secolo il Camposanto divenne il Pantheon delle memorie della città di Pisa. Le maggiori personalità cittadine, come i rettori e i più importanti docenti dell’Università di Pisa, i governanti politici della città, gli esponenti delle famiglie più importanti furono seppelliti riutilizzando anche i sarcofagi di epoca romana, opere di grandissimo pregio e testimonianza dell’antichità cittadina. Una statua è dedicata al grande matematico Leonardo Pisano, conosciuto come Leonardo Fibonacci, in quanto figlio di Guglielmo dei Bonacci. Fibonacci divenne famoso per aver viaggiato nei paesi arabi, dove apprese preziose nozioni matematiche che lo portarono ad elaborare la famosa Sequenza di Fibonacci

La bellezza del Camposanto di Pisa è la coniugazione tra antico e moderno, una romantica malinconia che ne fece un luogo di visita da parte di tutti i viaggiatori del mondo. Celebre rimane il racconto del grande musicista e compositore ungherese Franz Liszt: nel 1839 insieme alla contessa Marie d’Agoult, compagna e madre dei suoi tre figli, si fermò a Pisa dove tenne il primo concerto pianistico individuale della storia. Lizt fu talmente affascinato dal luogo da farne fonte di ispirazione per il Totentanz, opera ispirata dal Trionfo della morte di Buffalmacco.
 

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”