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Cattedrale di Pisa

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, Duomo di Pisa, sorge nella piazza che Gabriele D’Annunzio, nel suo romanzo Forse che si, forse che no del 1910, definì “dei Miracoli”, nome con la quale è poi rimasta nota. La Cattedrale testimonia il prestigio che la città raggiunse quale Repubblica Marinara. Edificio religioso in stile romanico pisano, fu costruita tra il 1064 e il 1118, anno della sua consacrazione. La chiesa fu edificata fuori dalla cinta muraria, simbolo di un potere che non temeva minacce esterne. Costruita in due fasi, la prima legata all’architetto Buscheto, il quale fu autore dell’impianto originario con corpo basilicale a cinque navate, transetto a tre navate e cupola sulla crociera; e dall’architetto Rainaldo, che progettò il prolungamento dell’edificio creando la facciata con cromie in bianco e nero. I materiali usati provenivano da monumenti di età romana, per sottolineare la grandezza della città di Pisa. La cupola del Duomo è di ispirazione moresca, e molti altri orientalismi sono rintracciabili nelle decorazioni della chiesa. 

L’interno del Duomo ha un aspetto orientale, ricco di luce e con uno spazio che si amplifica fino a moltiplicarsi: la prospettiva fu ottenuta grazie alla particolare disposizione delle colonne. La navata centrale ha un soffitto a cassettoni in legno con le illustrazioni della storia del Vecchio Testamento. All’interno la Cappella di San Ranieri è decorata in modo sontuoso ed ospita la tomba di Arrigo VII, opera di Tino di Camaino del XIV secolo. Sotto la cupola si trova il meraviglioso pergamo degli inizi del XIV secolo, opera di Giovanni Pisano , considerato uno dei capolavori della scultura gotica italiana. 

Sul muro esterno della Cattedrale, nel lato rivolto verso il Camposanto, si possono vedere dei graffi nella pietra. La leggenda racconta che siano delle impronte che il diavolo avrebbe lasciato nel tentativo di fermare la costruzione della Cattedrale.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”