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Via delle Belle Donne

Ci sono strade che in ogni città ci ricordano il bene e il male dei loro cittadini. Se alcune celebravano l’amore del cuore e l’amor cortese, altre celebravano l’amore fisico con la presenza di alcune case chiuse. E se via dell’Amorino fu d’ispirazione per la Mandragola di Niccolò Machiavelli, la commedia degli amori adulterini, in via delle Belle Donne si mormora che ci fossero le più belle di Firenze. Venere e Bacco insieme si sa che possono generare molte cose.

Ed è proprio in via delle Belle Donne che vi è una delle più singolari buchette del vino. Nel XVI secolo le famiglie fiorentine che possedevano ampi vigneti avevano delle eccedenze che non riuscivano a vendere. Fu questo il motivo per il quale chiesero alla Signoria di poter aprire delle piccole porticine, delle buchette al lato dell’ingresso del palazzo cittadino, direttamente collegate con le cantine dove custodivano le botti. Da lì potevano vendere il vino direttamente ai passanti. Ancora oggi la buca di via delle Belle Donne, situata all’angolo con via della Spada, ha una lapide che riporta gli orari della cantina. 

Scatti da Instagram

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”