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Duomo di Siena

Il Duomo di Siena, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno dei luoghi di culto più affascinanti e misteriosi di tutta la Toscana. I lavori per la sua edificazione iniziarono nella seconda metà del XII secolo e terminarono nel 1313, quando venne ultimato il campanile. Pochi anni dopo prese corpo l’idea di costruire un “Duomo Nuovo”, un ambizioso progetto che prevedeva di includere il duomo appena edificato nella Cattedrale che doveva essere la più grande d’Europa. La peste e le drammatiche condizioni economiche in cui versò la città verso la metà del XIV secolo portarono all’abbandono del progetto, di cui la facciata resta testimone.
a è all’interno di Santa Maria Assunta che si può ammirare la sua caratteristica più celebre ed enigmatica: il pavimento, un monumento unico al mondo rivestito di tarsie marmoree policrome che Vasari nel 1568 definì “Il più bello, grande e magnifico pavimento che fusse mai stato fatto”. Un progetto decorativo durato sei secoli, dal Trecento fino all’Ottocento, che si compone di più di sessanta scene realizzate da oltre quaranta artisti tra i quali il Pinturicchio, Domenico di Bartolo, il Sassetta, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi. Un pavimento rinascimentale, lavorato con la pietra della conoscenza, uno dei pavimenti intarsiati più belli che si possano trovare al mondo. 

La facciata è in marmo bianco con qualche decorazione in rosso di Siena e serpentino di Prato, diviso in due metà, una inferiore e una superiore, riferibili a due distinte fasi costruttive. La facciata inferiore fu realizzata da Giovanni Pisano in stile romano gotico: tre portali con archi a tutto sesto e gruppi scultorei gotici, del Pisano stesso, con profeti, patriarchi e filosofi pagani insieme a profetesse. La parte superiore è attribuita a Camaino di Crescentino, ed ha un bellissimo oculo centrale contornato da nicchie gotiche, nelle quali vi sono Apostoli e Profeti che rendono omaggio alla Madonna con Bambino.

All’interno della Chiesa ci si aspetterebbe di trovare raffigurazioni delle sacre scritture; invece nel Duomo di Siena troviamo raffigurati personaggi mitici che con il cristianesimo non sembrano avere nulla a che fare, quali le Sibille ed Ermete Trismegisto, in un’incredibile convivenza di elementi pagani e cristiani
Nella parete del Duomo che guarda verso il Palazzo Arcivescovile troviamo il famoso “Sator” o quadrato magico, con incisa una scritta ermetica e palindroma, cinque parole composte a loro volta da cinque sillabe: SATOR, AREPO, TENET, OPERA e ROTAS. Il Sator, o “quadrato magico”, è visibile in molti reperti archeologici, sparsi un po’ ovunque in Italia e in Europa. 
 All’interno del Duomo vi è una lunga fila di 171 busti di papi, insieme a numerosi capitelli istoriati e dislocati in tutta la Chiesa, molti dei quali ritenuti opera di Nicola Pisano e della sua scuola. Al di sotto dei papi, negli archi, si trovano 36 busti di imperatori, probabilmente un omaggio alla tradizione ghibellina della città. Il grande rosone è chiuso da una vetrata che raffigura l’Ultima cena dipinta da Pastorino dei Pastorini.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”