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Forte Belvedere

L’Architetto Bernardo Buontalenti nel 1590 fu incaricato dal Granduca Ferdinando I di edificare una maestosa fortezza per celebrare il proprio potere. Era importante poter vigilare dall’alto sulla zona di Firenze chiamata Oltrarno, e garantire un rifugio sicuro al Granduca se ci fossero state eventuali sommosse in città. L’architetto Buontalenti costruì in cinque anni una fortificazione  moderna, aiutato ed ispirato anche dai disegni di Antonio da Sangallo il Giovane per le fortificazioni di Castro, nel Lazio. Il luogo prescelto era già stato identificato come strategico da Michelangelo nel 1529, allora capo ingegnere delle fortificazioni e chiamato a rinforzare le mura della città al tempo dell’assedio di Firenze.

La prima versione del Forte Belvedere si può ammirare in un affresco del Vasari nello Studiolo di Clemente VII in Palazzo Vecchio . Il Forte era forse anche il luogo prescelto per custodire la stanza del tesoro dei Medici. Ingegnosi meccanismi erano stati attivati per la sua protezione, gli archibugi erano pronti a sparare agli eventuali ladri e una botola conteneva un letale trabocchetto: nel fondo vi erano poste delle lame affilate. Con l’insediamento del Granduca Pietro Leopoldo, il Forte Belvedere venne aperto ai fiorentini quale luogo di vista sulla città di Firenze. I cannoni sparavano a salve annunciando l’orario del mezzogiorno, tanto che i fiorentini lo chiamavano “il cannone delle pastasciutte”.

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”