Informativa e consenso per l'uso dei cookie

Il nostro sito salva piccoli pezzi di informazioni (cookie) sul dispositivo, al fine di fornire contenuti migliori e per scopi statistici. È possibile disattivare l'utilizzo di cookies modificando le impostazioni del tuo browser. Continuando la navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.

Accetto

Galleria degli Uffizi

Gli Uffizi, il meraviglioso museo fiorentino che tutto il mondo conosce, inizialmente non furono progettati per contenere storia ed arte. Cosimo I de’ Medici, primo Granduca di Toscana, nel 1560 volle far costruire uno spazio per accogliere gli “uffizi”, cioè gli uffici amministrativi e giudiziari della città di Firenze, che con la dinastia Medicea si era consolidata in uno Stato politico vero e proprio. 
L’incarico fu affidato a Giorgio Vasari, che progettò l’edificio con una forma ad U e un portico a colonne doriche che lo rendesse elegante e severo al tempo stesso. Con la costruzione del Corridoio Vasariano gli Uffizi saranno genialmente uniti a Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti , passando su Ponte Vecchio e attraversando la chiesa di Santa Felicita.

Per costruire gli Uffizi il Vasari dovette demolire una parte di città vecchia sulla riva destra dell’Arno, quel punto di Firenze che già dall’epoca romana era il quartiere portuale. Il fiume Arno ai quei tempi era navigabile, ma intorno alla parte portuale si era creata anche la zona più malfamata della città. La costruzione dell’edificio delle Magistrature era l’occasione per dare un nuovo volto alla città. La chiesa di San Pier Scheraggio, luogo nel quale i fiorentini del Medioevo si radunavano per deliberare le assemblee comunali, fu inglobata nella costruzione del Vasari, tanto che lungo Via della Ninna, a lato di Palazzo Vecchio, la navata centrale si può ancora vedere bene. Alla morte di Cosimo I e del Vasari, Francesco I tramite Bernardo Buontalenti, creò al secondo piano dell’edificio una galleria per contenere le collezioni d’arte della famiglia Medici. L’ottagonale sala della Tribuna, completata nel 1584, con la rappresentazione alchemica dei Quattro Elementi, è la custode delle opere più preziose. Fu l’inizio degli Uffizi, sale sempre più ampliate ed arricchite di nuove acquisizioni da tutti i membri della famiglia Medici. Inestimabili opere d’arte, antiche e contemporanee, statue, quadri, gioielli, carte geografiche, armi, strumenti scientifici, manoscritti, ceramiche ed infiniti utensili preziosi dello scorrere dei secoli. 

Con Giangastone dei Medici la dinastia che per secoli aveva reso Firenze così importante nel mondo rischiava di estinguersi. Il pericolo era che la nuova reggenza D’Asburgo-Lorena disperdesse e portasse nella propria patria i tesori della città. Fu grazie alla grande intelligenza di una donna, Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, sorella di Giangastone ed ultima discendente Medici, che fu imposto al nuovo granduca il “Patto di Famiglia”. Nel 1737, con un un atto legale, Anna Maria Luisa dei Medici rendeva inalienabile per sempre l’eredità medicea dalla città di Firenze, con la causale scritta: “per l’ornamento dello Stato, per l’utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri”. Il documento fu corredato di un completo e minuzioso inventario di tutte le collezioni, anche personali, appartenute alla dinastia dei Medici.

Nel 1789 gli Uffizi furono aperti al pubblico, divenendo uno dei più grandi ed importanti musei del mondo, quel prezioso spazio nel quale il tempo è realmente un infinito presente.
 

Scatti da Instagram

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”