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Giardino di Boboli

Il giardino non è solo uno spazio verde, ma una natura rigenerante per chi lo visita, una natura alleata dell’uomo. Entrare nel Giardino di Boboli è come varcare la soglia di un museo a cielo aperto.

La storia dei giardini storici è sempre legata al momento politico, religioso ed economico delle varie epoche che si sono susseguite. Boboli, magnifico esempio di giardino all’italiana , accoglie alberi di ogni specie, fiori ed agrumi che posizionati in direzione dei raggi del sole, emanano profumi che catturano l’attenzione del visitatore. Un filo di Arianna che inizia salendo la grande scalinata: il visitatore si allontana dal Palazzo cittadino, dal Palazzo Pitti , dalla città e dal suo caos. Sale fino alla statua dell’Abbondanza per poter dominare dall’alto Firenze e il suo panorama esteso. Anche la Kaffeehaus, gioiello rococò voluto dai Lorena, offre una vista mozzafiato sulla città.

Le immagini sono prospettiche, la vegetazione in continuo cambiamento, i terrazzamenti aprono la vista su viali piccoli e grandi, ornati di statue che sembrano animarsi, posizionate per raccontare miti e leggende a monito e a riflessione dei visitatori. Anche folte selve e aree boschive sono presenti, a ricordare gli intralci e le insidie della vita. Nulla è lasciato al caso: dopo aver oltrepassato i continui cambiamenti della natura, si stagliano i labirinti, dei quali tre solo uno è rimasto. La strada diviene in discesa, un Viottolone scende ripido alla grande vasca dell’Isola delle Delizie, dove tramite la Fontana dell’Oceano del Giambologna si innalza il gruppo scultoreo del Nettuno, circondato dalle divinità fluviali del mondo: Nilo, Gange ed Eufrate si riversano simbolicamente nella stessa acqua. L’antica saggezza doveva essere tramandata nel linguaggio dell’anima. “Festina Lente”, affrettati lentamente, sospinto dal vento della conoscenza.

Per informazioni: Ville e giardini medicei - Giardino di Boboli

Scatti da Instagram

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”