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Lo Spedale degli Innocenti

Lo Spedale degli Innocenti è stato il primo orfanotrofio d’Europa e una delle primissime architetture del Rinascimento ad opera di Filippo Brunelleschi. Simbolo di modernità, di un’epoca di umanesimo, fu la prima istituzione al mondo a porsi il problema del ricovero, della cura e dell'istruzione dei bambini abbandonati. L’edificio nacque su un grande orto confinante con la Chiesa della Santissima Annunziata, per volere dell’Arte di Por Santa Maria, Arte della Seta, che dalla fine del 1200 era responsabile degli orfani cittadini. Filippo Brunelleschi disegnò un progetto che comprendeva un portico in facciata e un cortile ottagonale al centro. Il magnifico portico è composto da nove campate con archi e volte a vela a tutto sesto, che poggiano su colonne in pietra serena. La parte superiore è composta da una serie di finestre con cornice e con una copertura a falda inclinata del tetto con grondaia sporgente.

Per la costruzione furono scelti materiali che fino a quel momento erano poco usati, come la pietra serena accostata all’intonaco bianco, scelta che diverrà vincente proprio nel fulcro dell’architettura del Rinascimento. Il loggiato è decorato da lunette con affreschi, delle quali la più antica è quella sulla porta d'accesso alla chiesa, raffigurante il Padre Eterno con i Santi Martiri Innocenti, dipinta da Giovanni di Francesco nel 1459. Le due lunette poste alle estremità sono opera di Bernardino Poccetti. Lo Spedale degli Innocenti divenne un esempio da copiare, un emblema di modernità civile anche grazie all’invenzione e all’uso della “ruota”. La ruota era un cilindro di legno collegato ad una cordicella con campana che avvertiva della presenza di un piccolo che vi veniva adagiato, evitandogli così di rimanere troppo tempo all’aperto e garantendone l’anonimato. La ruota si trovava alla sinistra dell’ingresso, installata fin dal 5 febbraio del 1445. La data è quella che le cronache ci tramandano sulla storia del primo “innocente” accolto: una bambina alla quale fu dato il nome di Agata, la santa di quel giorno. La ruota fu attiva fino al 1875, oggi vi è una targa in ricordo.
Il palazzo ospita anche il Museo degli Innocenti, con oggetti legati alla vita dei bambini e opere d’arte di rilievo di artisti come Botticelli, Verrocchio, Ghirlandaio e altri.
 

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”