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Monastero di Sant'Anna in Camprena

Nel 1324 San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina, istituì nei pressi di Castelmuzio un romitorio. Dieci anni dopo un gruppo di monaci provenienti dall’abbazia di Monte Oliveto vi fondò un monastero, primo nucleo del complesso di Sant’Anna in Camprena che nel 1517 contava il monastero, il cimitero e la consacrazione della chiesa edificata e dedicata a Sant’Anna, la madre di Maria. 
La facciata della chiesa è a capanna ed è preceduta da un sagrato rettangolare sul quale si affaccia anche il monastero. Il portale d’ingresso è unico, con due battenti lignei decorati da semplici rilievi. Nella parte superiore della facciata c’è un bellissimo rosone circolare con in alto un frontone triangolare e doppio cornicione. La torre campanaria è del 1400, a pianta quadrata, ed ha i quattro lati aperti con bifore a tutto sesto. 

L’interno della chiesa fu progettato a croce latina con un’unica navata, un transetto sporgente, un coro quadrangolare e una piccola abside semicircolare. Nella parte sinistra, incassato nella parete, vi è il fonte battesimale. Il presbiterio accoglie l’altare maggiore, in stucco dipinto in finto marmo, sul quale si trova un crocifisso ligneo barocco. 
Lungo le pareti della chiesa tredici tele seicentesche raffigurano le scene della vita di San Bernardo. Al centro del coro si trova l’organo a canne, costruito nel 1788 da Filippo Tronci per la chiesa di San Francesco di Fiesole nei pressi di Firenze, acquistato nel 1915 dal Vescovo di Chiusi e di Pienza. 
Il monastero si trova alla destra della chiesa ed è privo di particolari decorazioni. Il chiostro è a pianta rettangolare con quattro gallerie a volte che si affacciano sulla corte centrale. Lungo la galleria del chiostro si apre un ambiente che dà su un grande refettorio a pianta rettangolare, con affreschi risalenti al 1500.

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”