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Mura di Siena

La cinta muraria di Siena che oggi vediamo è il risultato di un lungo processo di edificazione, modifica ed accrescimento urbano iniziato nel Medioevo e conclusosi alla metà del XVI secolo. Quando si descrivono città murate si parla di prima cerchia, seconda cerchia, fino ad arrivare anche al numero di sette. 
Non si parla di edificazioni concentriche, ma di aggiunte murarie nei vari periodi storici. La peculiarità di Siena rispetto ad altre città era il territorio mosso, che imponeva punti in ripida salita e discesa. Le nuove cerchie che venivano edificate non inglobavano le precedenti, venivano ampliate per inglobare case, edifici e chiese, ma sempre riallacciandosi al tracciato esistente. Il tratto che possiamo considerare più antico delle mura di Siena è quello che risale al periodo consolare, all’esigenza urbana di collegare dei piccoli borghi e delle rocche. Queste sono ancora oggi parzialmente visibili ai lati di Porta Camollia . Dal 1250 la città si ampliò e fu necessario edificare maggiormente sul Terzo di San Martino, costruendo la Porta di Busseto, di San Viene, di Fontebranda e la seconda Porta Romana.

La cinta muraria era dotata di torri e partiva dalla Porta di Busseto per arrivare a Porta Pispini, poi all’attuale Porta Romana, proseguendo per Porta Tufi, Porta San Marco e Porta Laterina. Nel Trecento a Siena erano presenti più di trentacinque porte d’ ingresso, la città era in continua espansione economica, tanto da renderla una delle più importanti d’Europa. La tutela e la fortificazione della città erano molto importanti: ad ogni Compagnia Militare o Societatis veniva commissionata la guardia di una delle Porte.
Con l’epidemia della peste nera del 1348 la diminuzione della popolazione fu drastica, tanto che lo sviluppo urbano subì un arresto, inglobando solo la Basilica di San Francesco che fino a quel momento era rimasta fuori dalle mura. L’edificazione delle mura riprese nella zona nord con la conquista nel 1555 da parte di Firenze e della famiglia Medici. 

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”