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Museo Nazionale del Bargello

Il Bargello è stato il primo Palazzo delle Istituzioni cittadine di Firenze. Fu costruito tra il 1255 e il 1260 da Lapo Tedesco durante un piccolo periodo di tregua tra Guelfi e Ghibellini, le due fazioni che si alternavano al governo della città. Il Palazzo fu la sede del Capitano del Popolo e successivamente del podestà. Con la presa del potere da parte della famiglia Medici, già nella seconda metà del Quattrocento divenne prima la sede del Consiglio di Giustizia e dei Giudici di Ruota e nel 1574, sotto l’egemonia di Cosimo I, il luogo del capo delle Guardie o di Piazza. Il Palazzo divenne così il carcere cittadino, nel quale si procedeva agli interrogatori, alle indagini e alle esecuzioni delle condanne capitali. 

Sul Canto (Canto a Firenze indica l’angolo tra due strade) del Bargello con la via Ghibellina, inglobata nel fianco del palazzo vi è la torre Volognana. Alta più di cinquanta metri, nei suoi sotterranei c’erano le celle più anguste. La campana della torre era chiamata dai fiorentini "la montanina”, e quando suonava annunciava le esecuzioni capitali. Fu simbolo di momenti funesti tanto che i cittadini, per descrivere una persona negativa, dicevano: “Ha la lingua lunga come la campana del Bargello; quando suona, suona sempre a vituperio". 

Nel 1865 il Bargello divenne un museo nazionale, dedicato in particolar modo alla scultura del Medioevo e del Rinascimento. Al suo interno sono confluite negli anni alcune delle più importanti opere di quel periodo, capolavori di Luca della Robbia, Donatello, Michelangelo, Benvenuto Cellini, Verrocchio. Molte delle maioliche, smalti, avori, arazzi e statue provengono dalla raccolta delle collezioni medicee e granducali. Durante i lavori di restauro fu scoperto un affresco che raffigurava il volto di Dante, attribuito a Giotto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale sparirono molte opere dal Palazzo, forse la più conosciuta e mai ritrovata fu la Testa di Fauno, la prima opera che Michelangelo Buonarroti scolpì all’età di sedici anni, con la quale attirò l’attenzione e la protezione di Lorenzo il Magnifico.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”