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Palazzo Cervini

Palazzo Cervini fa parte del complesso di Vivo d’Orcia, dove nell’XI secolo fu edificato un eremo, citato per la prima volta nel 1113 come uno degli enti religiosi appartenenti al Monastero di Camaldoli. Nel 1218 vi venne costruito anche un monastero, che nei secoli successivi passò ai Farnese e poi al Cardinale Marcello Cervini di Montepulciano, il quale affidò ad Antonio da Sangallo il Giovane il progetto di costruire un palazzo sui resti del monastero. Il palazzo cinquecentesco, dall’aspetto di una fortezza-castello , fu la prima di altre costruzioni che dettero una nuova impronta all’economia della zona.

I boschi di Vivo d’Orcia sono da sempre ricchi di sorgenti d’acqua. La carenza di risorse idriche naturali della città di Siena invece, spinse il Comune ad effettuare delle ricerche idriche in questa zona. La Sorgente dell’Ermiccio nei pressi del borgo di Vivo d’Orcia, poteva essere la risoluzione del problema. Il 14 settembre 1895 il Comune di Siena sottoscriveva un compromesso con i Conti Cervini, proprietari dei terreni in cui sgorga la sorgente, assicurandosi di non danneggiare economicamente le attività dislocate lungo il ripido corso del torrente Vivo. Nel 1908 il Comune di Siena dette finalmente inizio alla costruzione dell’acquedotto del Vivo, consentendo ai senesi di avere finalmente in casa l’acqua pura.
 

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”