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Palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai

La corporazione dei Giudici e Notai viene citata per la prima volta in un documento del 1212. La prima sede dell’Arte dei Giudici e Notai fu in una cripta della chiesa di Santo Stefano alla Badia, e successivamente nella torre del Palazzo del Podestà. Nel 1304 i Giudici e i Notai si riunivano nella chiesa di San Procolo, poi si trasferirono in questo palazzo fra via Pandolfini e via del Proconsolo, strada che prende il nome dal Priore dell’Arte.

All’interno del palazzo si conserva ancora un prezioso ciclo di affreschi, considerato una “fotografia” medioevale molto attendibile della città. Nella parte centrale della volta si trova l’icona circolare della città di Firenze; al centro un quadrato azzurro dove, uno per lato, sono collocati quattro stemmi della città: il Giglio Rosso del Comune, L’Aquila del Partito Guelfo, la Croce Rossa su Campo Bianco del Popolo e un ultimo stemma diviso in due campi bianco e rosso, che Firenze adottò dopo la conquista di Fiesole per indicare l’unione fra le due città. Fra i quattro stemmi si trovano 16 gonfaloni, quattro per ogni sezione, a formare un primo cerchio. Un secondo cerchio è costituito dai simboli delle ventuno Arti fiorentine, racchiusi ciascuno in un quadrilobo. In un quarto ed ultimo cerchio sono rappresentati in modo realistico le mura della città e il loro fossato esterno. Sono dipinte quattro porte con torri, le quali sono collocate ai punti cardinali.

Gli affreschi rivelano non solo le tracce della Firenze medievale, ma conservano i più antichi ritratti documentati di Dante e Boccaccio. Gli affreschi furono realizzati sotto il Console dell’Arte dei Giudici e dei Notai Domenico Silvestro, poeta e amico di Coluccio Salutati Notaio.

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”