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Palazzo Pandolfini

Palazzo Pandolfini fu uno dei primi palazzi del Rinascimento a sorgere in una parte della città considerata in parte ancora ad uso agricolo. Costruito nel XV secolo, aveva un piccolo "giardino delle delizie" e un grande orto coltivato. Secondo quanto testimoniato dal Vasari, a riprogettare l'edificio probabilmente nel 1514 per il Vescovo Giannozzo Pandolfini fu Raffaello Sanzio. Il giardino, rigoglioso di piante, aveva alcune fontane alimentate da giochi d'acqua, doni del Papa Leone X.

Alla fine del 1800 il palazzo ebbe un notevole periodo di splendore: l'esterno fu trasformato da Eleonora Pandolfini in un giardino romantico all'Inglese. Ma fu grazie alla moglie del Conte Alessio, Sofronia Stibbert, nipote ed erede di Eleonora, che il giardino divenne famoso per le sue collezioni di camelie e cinerarie, di cui alcune rarità botaniche furono premiate alla fine dell'800 dalla Società Botanica dell'Orticultura. Sofronia Stibbert era la sorella di Federico Stibbert, grande collezionista che dette alla città di Firenze l’omonimo museo. Il figlio Roberto Pandolfini costruì, per la moglie Beatrice Corsini, una serra per le orchidee sopra al giardino d'inverno, che fu l'ultima modifica apportata alla splendida residenza di Palazzo Pandolfini.

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”