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Palazzo Spini Feroni

Durante le alterne guerre tra Guelfi e Ghibellini, nel 1289, il ricchissimo banchiere Geri Spini decise di costruire il più grande palazzo privato della città di Firenze. Il palazzo era l’unico che poteva competere con il Palazzo della Signoria : in comune avevano il senso del volume. La potenza della costruzione era visibile sia dalla piazza Santa Trinita che dal ponte di Santa Trinita. A differenza dei palazzi che saranno edificati successivamente, Palazzo Spini conserva ancora oggi l'aspetto della fortezza , esempio medievale delle grandi famiglie che dovevano proteggersi dai propri concittadini. Il rivestimento è con pietra a vista e il coronamento dei merli è guelfo. L’originario palazzo è raccontato nelle Vite del Vasari, ma lo si può ammirare anche nella raffigurazione che ne fece Domenico Ghirlandaio negli affreschi della Cappella Sassetti, nella chiesa di Santa Trinita. Nel ciclo di affreschi dedicato al Santo di Assisi, nella scena del Miracolo del fanciullo resuscitato il Ghirlandaio raffigura un miracolo avvenuto nella piazza, quando un fanciullo cadde da una finestra di Palazzo Spini e venne resuscitato grazie all'intervento di San Francesco. 

A pochi anni dalla sua costruzione il palazzo fu diviso in due proprietà: una guardava verso l'Arno, e fu abitata dalla famiglia Spini fino all'Ottocento, mentre la parte che guardava la piazza fu ceduta per difficoltà finanziarie nella metà del Seicento. Il palazzo fu riunificato nell’Ottocento grazie al Marchese Feroni
Il Comune lo utilizzò durante gli anni di Firenze Capitale e vi ebbe sede fino al 1881; successivamente fu proprietà della Cassa di Risparmio. Nel 1938 fu acquistato da Salvatore Ferragamo come sede per l’attività di stilista di calzature e articoli in pelle che lo ha reso celebre nel mondo. Nei locali del seminterrato è aperto dal 1995 il Museo Salvatore Ferragamo.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”