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Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio è il custode della storia di Firenze, è il cuore della città, il palazzo che racconta e simboleggia il potere della Signoria. Ideato per ospitare i governanti della Firenze medievale, i Priori delle Arti e il Gonfaloniere di Giustizia, la sua costruzione iniziò nel 1299 ad opera di Arnolfo di Cambio, già architetto del Duomo di Firenze e della Basilica di Santa Croce . Il Palazzo è in solida pietra e presenta due fasce di bifore gotiche trilobate. L’architetto Michelozzo Michelozzi aggiunse i bassorilievi decorativi della croce e del giglio nei pannelli tra i trilobi. 
La contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini che ha sempre infiammato gli animi della città di Firenze è presente ovunque nel palazzo, ad esempio nelle merlature, squadrate per la parte Guelfa, a coda di rondine per i Ghibellini.

All’interno gli affreschi alle pareti, che rappresentano scene delle campagne asburgiche, sono stati realizzati nel 1565 da Giorgio Vasari per la celebrazione delle nozze di Francesco I De’ Medici, primogenito di Cosimo I. 
Il Salone dei Cinquecento fu costruito nel 1494 da Simone del Pollaiolo su commissione del Savonarola, capo spirituale della Repubblica Fiorentina dopo la morte di Lorenzo il Magnifico. Il grande salone fu ampliato da Giorgio Vasari, affinché il Granduca Cosimo I potesse trasferirvi il suo tribunale. 
Le cronache dei tempi raccontano che nel 1504 nel salone di Palazzo Vecchio si ebbe una delle più importanti dispute artistiche della storia dell’arte, che viene raccontata in questo itinerario. 
Continuando ad osservare l’interno del Palazzo, entriamo nel bellissimo Studiolo, una piccola sala voluta da Francesco I, senza finestre e decorata da Giorgio Vasari tra il 1570 e il 1575. Le pareti e la volta a botte sono ricoperte da affreschi, stucchi e sculture. Il ritratto di Cosimo I e sua moglie Eleonora di Toledo è del Bronzino, le raffinate sculture di bronzo sono del Giambologna e di Bartolomeo Ammannati
Nella Sala delle Carte Geografiche, che era la sede dell’istituzione che conservava, inventariava e movimentava tutti i beni dello Stato e del Sovrano, c’è uno stupendo soffitto di legno ad opera di Dionigi Nigetti. Le pareti sono occupate da armadi decorati con 53 mappe geografiche, opera del frate domenicano Egnazio Danti e di Stefano Buonsignori.
Una curiosità: dietro le ante con le carte geografiche ci sono alcuni passaggi segreti. Ed è dietro la carta dell’Armenia che si trova un passaggio segreto che porta allo studiolo della Granduchessa Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici, con il quale condivideva la passione e la conoscenza per l’arte alchemica. 
Nella stanza di Bianca Cappello vi è una piccola finestra, protetta da una grata, dalla quale la Granduchessa poteva osservare, non vista, il Salone dei Cinquecento. 

La Torre di Arnolfo custodisce sulla propria cima la Terrazza di Saturno, così chiamata per l’affresco che si trova sul soffitto. La terrazza possiede una delle più belle viste su tutta la città di Firenze.
 

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”