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Piazza dei Cavalieri

Ai tempi dei Romani in questa piazza c’era l’antico foro romano della città di Pisa. Chiamata in periodo medievale la "piazza delle Sette Vie", divenne il cuore pulsante della città, con le magistrature, i palazzi della vita politica, le chiese e dal 1254 il Palazzo del Popolo e degli Anziani. Nel Palazzo dell’Orologio venne incorporata l’antica Torre della Muda o della Fame, il famoso luogo nel quale morì di fame il Conte Ugolino, collocato da Dante Alighieri nel nono cerchio dell’inferno, canto XXXIII.

A metà del Medioevo sulla piazza si incrementarono gli uffici, i tribunali e la residenza del Podestà, ma è nel 1558 che fu completamente ristrutturata e trasformata. Il Granduca Cosimo I, dopo aver fondato l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, volle regolarizzare ed armonizzare gli edifici preesistenti che si affacciavano sulla piazza. Il compito fu affidato al Vasari, il quale descrisse la situazione del luogo “in confusione e disordine”. All’architetto fu lasciato campo libero per dare nuovo assetto alla piazza urbana più importante di Pisa dopo Piazza del Duomo. Il primo palazzo che venne trasformato fu il Palazzo degli Anziani, divenuto il Palazzo della Carovana , adibito ad ospitare la sede principale dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Successivamente fu ristrutturata la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, per la quale il Vasari demolì la vecchia chiesa di San Sebastiano. Il Palazzo dei Priori fu ultimato da Pietro Francavilla nel 1603, insieme alla statua collocata al centro della piazza, raffigurante Cosimo I. È dello stesso periodo la ristrutturazione della Chiesa di San Rocco, divenuta nel 1605 la sede dello Scrittoio della Cancelleria dell’Ordine di Santo Stefano e delle abitazioni per gli studenti dello Studio Pisano, l’odierna Università. 
La piazza si presenta oggi con una pavimentazione in pietra e un ottimo stato di conservazione dei palazzi.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”