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Ponte Vecchio

Al tempo della nascita di Firenze il punto di attraversamento tra le sponde del fiume Arno era a pochi metri dal luogo dove venne eretto Ponte Vecchio. La passerella era in legno, e così rimase fino al VI-VII secolo nonostante le continue alluvioni che distruggevano il passaggio. Le cronache tramandano le devastanti inondazioni del 1222, 1322 e la più violenta e catastrofica, quella del 1333, che per casualità avvenne proprio nel giorno del 4 novembre, infausta data che la accomuna all’alluvione del 1966.

Il Ponte Vecchio non solo era il passaggio che univa le due sponde della città, ma il ponte sul quale vi erano inizialmente le botteghe dei macellai e dei verdurai. L’autorità cittadina infatti, impose il luogo ai beccai - così erano chiamati i macellai - per mantenere la pulizia del centro città e per cercare di eliminare gli odori e gli scarti delle carni che dalle strade venivano trasportate fino al fiume Arno. Quando Cosimo I fece costruire il Corridoio Vasariano, facendolo passare sopra il ponte, le botteghe vennero considerate inopportune, tanto che nel 1593 fu dato lo sfratto ai macellai, concedendo la licenza di aprire bottega agli artigiani e agli orafi, che ancora oggi tramandano in questo luogo il loro lavoro di gioielleria e oreficeria. Nella terrazza alla metà del ponte si trova una fontanella con il busto del grande maestro Benvenuto Cellini, scultore ed orafo fiorentino.

Sul Ponte Vecchio una curiosità astronomica poco conosciuta la possiamo trovare sul tetto di una delle botteghe, precisamente in quella che si affaccia sul busto del Cellini. La meridiana del 1200 è una colonna in marmo bianco, che fu eretta per indicare le ore “canoniche”, cioè quelle delle preghiere: l’ora prima (alba), la terza (le 9:00), la sesta (le 12:00) la nona (le 15:00) e la dodicesima (il tramonto solare). Una lapide usurata dal tempo, in lingua volgare, si trova alla base della meridiana, a ricordo della catastrofica alluvione del 1333.

Scatti da Instagram

  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”