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Santa Maria della Scala

L'antico Ospedale di Santa Maria della Scala è un bellissimo complesso museale che si trova a Siena, nella Piazza del Duomo, e risale al XII secolo. Tra il Duecento e il Trecento fu uno dei primi xenodochi, cioè una struttura di appoggio ai viaggiatori che percorrevano la via Francigena per raggiungere Roma e la Terrasanta, gestito da monaci che offrivano alloggio e cibo. Questo Spedale è uno dei primi esempi europei di ricovero per pellegrini e bambini abbandonati: aveva una propria organizzazione autonoma e ben strutturata, inizialmente affidata ai canonici del Duomo e successivamente laicizzata sotto il controllo del Comune. Anche in ambito artistico l'ospedale ebbe un importante ruolo per la storia di Siena. Grandi artisti lavorarono per abbellirlo, come Simone Martini che affrescò il grande ciclo delle Storie della Vergine (oggi perduto), Ambrogio e Pietro Lorenzetti e più tardi Sebastiano Conca.

All’interno è possibile vedere la Sagrestia Vecchia, conosciuta anche quale Cappella del Sacro Chiodo, dove vi sono degli affreschi perfettamente conservati. Dalla sagrestia si accede alla Chiesa della Santissima Annunziata, che risale al XIII secolo, dove si trova il Cristo Risorto di Lorenzo Vecchietta. Si arriva così al Pellegrinaio, il cuore del complesso, costruito alla metà del XIV secolo e affrescato con un ciclo di pitture dedicate alla storia dell'ospedale realizzato da Domenico di Bartolo, Lorenzo Vecchietta e Priamo della Quercia. Il Pellegrinaio, una lunga e ampia sala pensata per dar rifugio a tutti i bisognosi e i pellegrini che si rivolgevano all'ospedale, fu costruito nel 1328 e rappresenta il primo reparto ospedaliero. All’interno sono conservati anche dei tesori preziosi: oro, argento e pietre racchiuse in scrigni molto antichi, dei quali si tramanda la storia che fossero oggetti messi insieme da Sant’Elena, la madre di Costantino, durante la sua ricerca della croce di Gesù. 

Proseguendo ci si trova in un piccolo cortile, la Sala della Corticella, un collegamento che delimitava la fine della strada coperta utilizzata per portare le persone e le provviste all'ospedale. Da questo punto si diramano alcuni corridoi che conducono ad altri luoghi come il fienile medievale e la sala che conserva i marmi e i calchi originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia. Questi tunnel sono di grande fascino e le nicchie, le strade e le stanze interne creano una sorta di "città dentro la città".
Vicino alle sale dei tunnel si snodano dei veri e propri labirinti nei quali si trova il Museo Archeologico, dove sono conservati dei manufatti etruschi e romani.

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”