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Villa medicea di Cafaggiolo

La villa Medici di Cafaggiolo fu costruita come una fortezza, con una torre di guardia simile a quella della vicina Villa del Trebbio. Fu Cosimo il Vecchio a volere trasformare la villa avvalendosi dell’opera dell’architetto Michelozzo, già attivo anche al Trebbio. Venne creato un imponente palazzo fortificato dai volumi strategicamente articolati, munito di torri, mura con aperture per le balestre e gli archibugi, un ponte levatoio con annessi fossati per la difesa e il controllo militare del territorio. 
Cosimo il Vecchio si dedicò alla sistemazione dell’ampia area circostante la dimora, adibita a casino di caccia, strutturando le terre, le strade, i giardini e i boschi attorno, dove animali anche rari si trovavano allo stato brado.

La residenza mugellana diverrà poi, con Lorenzo il Magnifico, un vero e proprio luogo di villeggiatura e di studio operoso, ospitando letterati illustri come Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano, precettore di Giovanni de’ Medici, futuro papa Leone X.

Dopo l’unità d’Italia, nel 1865 la villa fu venduta dallo Stato italiano ai Principi Borghese, che fecero dei radicali interventi di restauro in stile rinascimentale. Il giardino paesaggistico all’inglese realizzato nell’Ottocento sul retro della villa, con il grande prato antistante, è caratterizzato dai due grandi cedri del Libano, che si trovano molto spesso nei giardini medicei.

Per informazioni: Ville e giardini medicei - Villa di Cafaggiolo

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”