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Villa medicea di Poggio a Caiano

La villa fu progettata da Giuliano da Sangallo, per incarico di Lorenzo il Magnifico, su dei terreni venduti dal Rucellai. Nel progetto l’architettura rinascimentale fonde i classici, quali Vitruvio, con gli elementi dell’architettura rurale toscana e di Leon Battista Alberti, per la ricerca di simmetria e armonia delle proporzioni. 
La Villa di Poggio a Caiano è costruita sulla cima di un poggio e rialzata dalla piattaforma del portico, che la protende verso il paesaggio delle colline circostanti. 

La costruzione iniziò verso la fine del XV secolo; i lavori si interruppero alla morte del Magnifico nel 1492 e ripresero nel 1512 sotto la guida del figlio Giovanni, diventato papa Leone X, per terminare oltre 15 anni dopo.
La facciata e il postico sono classici: il frontone ha un fregio in terracotta invetriata policroma, tipico della tradizione quattrocentesca toscana, e sopra vi campeggia lo stemma mediceo in pietra
In questa Villa amavano soggiornare il Granduca Francesco I e la moglie, la Granduchessa Bianca Cappello, che insieme nel giro di pochi giorni vi morirono in circostanze misteriose. 

Dopo i Lorena, nell’Ottocento, la Villa fu la residenza di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, e quando Firenze divenne capitale del Regno d’Italia fu residenza di campagna dei Savoia
L’interno della villa è pieno di elementi sorprendenti, grazie a tutti gli interventi effettuati dalle importanti personalità che contribuirono alla costruzione e alla decorazione della villa. 
Al piano terra vi sono un teatro, una sala biliardo, gli appartamenti di Bianca Cappello e opere del Veronese e del Vasari, mentre al piano nobile la maestosa Sala di Leone X è un gioiello dove si può ammirare uno dei più rilevanti cicli di affreschi toscani del Cinquecento realizzato da Pontormo, Andrea del Sarto, Franciabigio e Alessandro Allori.

Al secondo piano si trova il primo museo europeo dedicato alla natura morta. Circa 200 tele rinascimentali raffiguranti cacciagione, pesci, uccelli, frutta, fiori e utensili nel loro contesto naturale oppure su tavole imbandite. Le magnifiche tele erano un vanto della corte dei Medici. Non solo grandi mecenati di talenti fiamminghi, olandesi ed italiani, ma innovatori del concetto di cibo: l’importanza della cucina quale luogo di eccellenza per le preparazioni di banchetti che suggellavano feste, incontri e accordi politici militari. Le tele ci mostrano tavoli di legno con fiaschi di vino, tegami di rame e cocci pieni di verdure, spezie colorate e tavole imbandite, trionfi di alloro e agrumi. La curiosità affascinante è che il pittore Bartolomeo Bimbi, nelle sue tele, mise in evidenza la biodiversità, malattie e parassiti delle stagioni, dipinti con una puntigliosa perfezione grazie alla consulenza dei maggiori botanici dell’epoca. 

All’esterno della Villa si estendono il giardino e il parco dominati, oltre che dalla mole della villa, dalla grande limonaia ottocentesca e dalle monumentali scuderie cinquecentesche.

Per informazioni: Ville e giardini medicei - Villa medicea di Poggio a Caiano

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”