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Villa medicea di Seravezza

A Seravezza, un tempo chiamata Versilia Fiorentina, furono i Medici a dare il via alla grande industria del marmo, ma il vero protagonista fu l’inviato mediceo Michelangelo Buonarroti. All’inizio del XVI secolo Michelangelo fu incaricato di scegliere i blocchi di marmo più belli per portare a termine la facciata di San Lorenzo , ancora incompiuta. Le prime cave si trovavano nella zona di Carrara ed erano di proprietà del Marchese Malaspina. Con l’apertura delle nuove cave medicee a Serravezza Michelangelo, per facilitare il commercio e il trasporto del marmo, aprì la strada verso il mare, strada che avrebbe permesso di collegarsi con Forte dei Marmi da dove venivano imbarcati i blocchi di marmo per Firenze. Fu allora che Cosimo I decise di far edificare lì un palazzo per la famiglia. I lavori vennero affidati nel 1561 a Davide Fortini, sotto la supervisione dell’architetto Bartolomeo Ammannati.
Il palazzo divenne una residenza estiva molto amata dai membri della famiglia: vi soggornarono Francesco I e la moglie Bianca Cappello, la quale amava soffermarsi anche più a lungo del marito, Ferdinando I e la moglie Cristina di Lorena, la quale era appassionata di pesca. E fu proprio Cristina di Lorena, alla morte del marito, ad ampliare il palazzo con alcuni lavori quali la Cappella esterna su un disegno di Bernardo Buontalenti. 

Con la dinastia dei Lorena Pietro Leopoldo donò la Villa alla Comunità di Serravezza, riservando solo una piccola porzione quale residenza estiva per il suo vicario di Pietrasanta. Dopo soli due anni, nel 1786, la Comunità di Serravezza dovette retrocedere dal lascito del Granduca per l’oneroso mantenimento. La villa fu assegnata alla Magona, quale sede dell’amministrazione e del magazzino della ferriera attivata nel vicino paese di Ruosina.
Nello stesso periodo alcuni facoltosi cittadini del luogo fondarono l’Accademia dei Costanti, la quale trasformò una porzione delle scuderie in un teatro per la comunità. 
Nel 1835, con la privatizzazione della ferriera di Ruosina, il palazzo-villa fu completamente restaurato da Leopoldo II, che ne fece la residenza estiva per le figlie. Con l’improvviso scoppio di una epidemia di colera, la villa fu destinata anche ad ospedale.
Dopo l’Unità d’Italia la villa Medici passò allo Stato, che nel 1864 la donò al Comune di Serravezza. Dopo aver ospitato le carceri e la sede del Municipio, oggi è sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica.

Per informazioni: Ville e giardini medicei - Villa medicea di Seravezza

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  • Progetto finanziato a valere sui fondi Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO”